So, stimo, speculo, non so
Quattro etichette per ogni affermazione. La differenza tra un'opinione informata e un'opinione travestita da fatto.
Ogni affermazione che scrivo — in una nota, in un capitolo, nel README di un modello — dovrebbe portare un’etichetta implicita. Uso quattro gradi:
| Grado | Significato | Esempio |
|---|---|---|
| So | Supportato da evidenza robusta e convergente | La caffeina è un antagonista dei recettori adenosinici A1 e A2A |
| Stimo | Inferenza ragionevole da dati parziali, con un intervallo | L’emivita della caffeina in un adulto sano sta intorno alle 5 ore, con ampia variabilità individuale |
| Speculo | Ipotesi plausibile per meccanismo, senza dati diretti | Un certo protocollo di ciclizzazione dovrebbe ridurre la tolleranza più di un altro |
| Non so | Nessuna base per stimare | Il valore esatto di un parametro che i dati non permettono di identificare |
Perché “non so” è il grado più importante
Dire “non so” è informazione. In un modello quantitativo, un parametro che i dati non vincolano non va nascosto dietro un numero preciso: va dichiarato non identificabile. Il report del mio modello mitocondriale elenca esplicitamente cosa i dati non permettono di stimare. Lo stesso vale per Caffeine Lab: il simulatore è utile proprio perché dice dove smette di essere affidabile.
Errori tipici che questa scala previene
- Promozione silenziosa. Uno studio su topi diventa “la scienza dice”. È un salto di due gradi senza dichiararlo. La Pesare l'evidenza: dalle meta-analisi al meccanismo serve a impedirlo.
- Falsa precisione. “Il deficit ottimale è del 23%” — da dove viene la seconda cifra significativa?
- Bias di sopravvivenza. Guardare solo i casi che hanno funzionato (il protocollo dell’atleta famoso) e dedurne una regola.
- Simmetria mancata. Applicare scetticismo solo alle conclusioni che non mi piacciono.
Calibrazione
L’obiettivo non è essere sempre certo, ma che la mia confidenza corrisponda alla frequenza con cui ho ragione. Se dico “stimo all’80%” su dieci cose, circa otto dovrebbero rivelarsi corrette. È un’abilità che si allena solo tenendo traccia — anche qui, misurare per capire.